Bagliori nel vuoto



Camere a Bolle
Negli anni 1950, la fisica dei raggi cosmici cedeva il passo alla fisica delle grandi macchine acceleratrici, e nuovi rivelatori si andavano affiancando alle emulsioni nucleari e alle camere di Wilson. Nel 1954 Bassi, insieme al suo gruppo, iniziava a Padova lo studio della tecnica delle camere a bolle. Fra il 1954 e il 1955 il gruppo patavino studiò diversi aspetti della nuova tecnologia, costruendo una serie di camere a bolle; la quinta di queste sarà impiegata con successo tra il 1958 e il 1959 al sincrociclotrone del CERN. Nel 1957 Bassi si trasferì a Bologna dove diresse il gruppo incaricato dall'INFN di costruire la camera a bolle a idrogeno nazionale, lo strumento che diede inizio alle partecipazioni internazionali dei fisici italiani nella fisica delle alte energie.



Camera a bolle a propano, non firmata, ideata da Pietro Bassi e costruita da Igino Scotoni, 1955
La presente camera a bolle, l'ultima che venne costruita fra il 1954 e il 1955 a Padova dal gruppo di Bassi, ha una capacità di due litri. E'chiusa davanti e dietro da doppie finestre di vetro temprato spesse 3 cm, e funzionava con propano portato alla temperatura di 60°C e alla pressione di 20 atmosfere.

Fotografia di raggio cosmico in camera a bolle, Padova, 1955
La prima fotografia con una camera a bolle mai realizzata al CERN di Ginevra: la camera a bolle è quella di Padova e il fascio di particelle è quello del ciclotrone da 600 MeV al CERN





Mappa
Pagina 1 Pagina 2 Pagina 3 Pagina 4 Pagina 5 Pagina 6 Pagina 7 Pagina 8 Pagina 9 Pagina 10 Pagina 11 Pagina 12
Prosegui la visita

© 2004 Museo di Storia della Fisica - Università degli Studi di Padova