Bagliori nel vuoto



Dalle particelle alla cosmologia
La "zoologia delle particelle", sempre più variegata a partire dagli anni 1950, trova una sua sistemazione nel cosiddetto Modello standard delle particelle. Introdotto alla fine degli anni 1970, il Modello Standard riduce a sei le famiglie di costituenti elementari della materia: tre famiglie di due leptoni (eletrone, mu e tau con i loro corrispondenti neutrini) e tre famiglie di due quark (up e down, charm e strange, top e bottom). Ogni altra particella o è un leptone o è un'opportuna combinazione di quark. Il Modello standard ha profonde implicazioni nella cosmologia, e viceversa la cosmologia può portare nuove evidenze nell'ambito della fisica delle particelle elementari. La figura illustra la storia dell'Universo, a partire dal Big Bang fino all'emergere della vita, raccontata attraverso la formazione prima delle particelle elementari e poi delle loro aggregazioni a costituire sistemi sempre più complessi.

La tomografia a emissione di positroni
L'utilizzo di sostanze radioattive come traccianti per lo studio di fenomeni fisici, chimici e biologici risale agli anni 1910 ed è legato prima di tutto al nome di Georg von Hevesy, chimico fisico ungherese. I progressi della fisica delle particelle hanno permesso di manipolare perfino l'antimateria (il positrone è l'antiparticella dell'elettrone) a fini diagnostici e di ricerca in campo medico. La tomografia a emissione di positroni, da cui sono ricavate le immagini qui presentate, permette di visualizzare il cervello per quanto riguarda sia la sua struttura sia la sua attività (in particolare in relazione all'esecuzione di compiti cognitivi o percettivi). Si possono così localizzare con notevole precisione, senza ricorrere a procedure invasive, le diverse zone responsabili di particolari funzioni e le eventuali lesioni cerebrali.


  Nella tomografia ad emissione di positroni si utiilizzano particolari radioisotopi per evidenziare in dettaglio l'organizzazione funzionale del cervello





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