Bagliori nel vuoto




Nascita dell'INFN e G-stack
Nei primi anni Cinquanta le ricerche italiane in fisica nucleare e subnucleare di un certo rilievo si svolgevano quasi esclusivamente a Milano, Padova, Roma e Torino. Queste quattro sedi decisero allora di istituzionalizzare la collaborazione scientifica nel settore dando vita nel 1951, nell'ambito del CNR, all'INFN. La creazione dell'INFN si rivelò un elemento decisivo per mantenere la fisica italiana al passo con quella degli altri paesi europei, favorendo tra l'altro l'ingresso dell'Italia nel CERN nel 1952. Tra i primi programmi di ricerca dell'INFN in collaborazione con Berna, Bristol, Bruxelles, Dublino e Gottinga vi fu lo studio delle cosiddette particelle "strane" nei raggi cosmici, realizzato mediante il lancio di palloni sonda che permettevano l'esposizione di emulsioni nucleari ai raggi cosmici nella stratosfera. Il progetto si concluse con pieno successo nel 1954 con il cosiddetto esperimento G-stack, che fornì l'informazione definitiva sui modi di decadimento del mesone K.



Lancio di palloni con le emulsioni nucleari destinate allo studio delle particelle cosmiche nell'ambito dell'esperimento G-Stack (ottobre 1954).

Da notare a destra sulla fotografia, Cecil F. Powell, che rivette nel 1950 il premio Nobel anche per i suoi contributi allo sviluppo della tecnica delle emulsioni nucleari.


Decadimento di un mesone K rivelato usando la tecnica dell'emulsione nucleare.






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