Elettricita


[ I primi passi della scienza elettrica ] - [ Elettricità nel '800 ]




I primi passi della scienza elettrica - Dall'effetto ambra agli sviluppi dell'elettricità statica nel
Settecento


Si sapeva fino dall'Antichità che l'ambra, strofinata, attirava oggetti leggeri ma l'effetto ambra venne sempre associato all'attrazione magnetica. Con l'inizio del Seicento, in particolare a partire dal De Magnete di William Gilbert, vennero stabilite delle differenze fra i due fenomeni e si mostrò che altri corpi strofinati diventavano attrattivi. "L'elettricità", nome ricavato dal termine greco elektron per ambra, diventò in quegli anni un ramo a sé stante della scienza.
Progressi significativi si riscontrarono poi all'inizio del Settecento con i lavori di Hauksbee (1706-9), Stephen Gray (1729-32) e Charles François de Cisternay Dufay (1733-37). Si mostrò ad esempio che l'elettricità ottenuta per strofinio poteva essere "comunicata" ad altri corpi, anche ai metalli. Si scoprì la repulsione elettrica e l'esistenza di "due elettricità", vitrea e resinosa. Si evidenziò la scintilla elettrica e lo shock provocato sull'uomo.
L'interesse per l'elettricità rimaneva comunque limitato, ma due avvenimenti dovevano ribaltare la situazione negli anni 1740: l'invenzione della bottiglia di Leida, che portò alla nascita dell'elettrostatica moderna, e la proposta di utilizzare dei generatori elettrostatici corredati da un "collettore", molto più potenti. Il successo fu clamoroso. Non solo si poterono ripetere facilmente le esperienze classiche, ma ne vennero proposte molte altre assai spettacolari.
L'elettricità diventò allora "più popolare della quadriglia".



Generatori elettrostatici a strofinio

Al posto dell'ambra o delle gemme, Hauksbee propose nel 1706 di strofinare dei cilindri di vetro che diventarono i generatori elettrici standard fino al 1740. Lo stesso Hauksbee ideò un apparato in cui un globo veniva messo in rotazione mediante una manovella e strofinato con le mani.
Dopo le scoperte degli anni 1730, si introdussero nel dispositivo di Hauksbee importanti perfezionamenti quali il "collettore" metallico, che permetteva di raccogliere la carica ed utilizzarla efficacemente per gli esperimenti. Rese molto efficaci, le macchine elettrostatiche a strofinio diventarono estremamente popolari.
Ne vennero proposti svariati modelli, sempre più maneggevoli e potenti, a globo, a cilindro o a disco. Le mani, utilizzate per lo strofinio, vennero sostituite da cuscini.
L'interesse per l'elettrostatica, che conobbe anni d'oro nel Settecento, diminuì con l'invenzione della pila nel 1800, ma i generatori a strofinio rimasero largamente in uso nei laboratori ottocenteschi.





Macchina elettrostatica portatile a globo, modello inglese, firmata "Ant° Fabris Dilettante in Bovolenta", circa 1765
La macchina venne costruita "sul modello dell'ultima venuta d'Inghilterra che fa girare il globo di vetro per mezzo di ruote dentate per rendere più veloce il moto." Il cuscino, ora mancante, era fissato alla striscia d'ottone che poggia sul globo di vetro.
Macchina elettrostatica a globo, non firmata, fine XVIII secolo
Le macchine di questo tipo vennero descritte per la prima volta nel 1746 da Jean-Antoine Nollet e un modello da tavolo, simile a questo, venne descritto nel 1759 da Benjamin Martin, dimostratore e costruttore di strumenti scientifici a Londra.


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Cilindri di vetro, i primi generatori di elettricità del Settecento. Strofinando con un panno i cilindri di vetro, si possono attirare oggetti leggeri. Avvicinando il cilindro alla mano, si può invece provare "l'effetto ragno", legato all'attrazione esercitata dal cilindro sui peli della mano.

Macchina elettrica rappresentata da uno degli studenti di Zamboni
Ms Zamboni, 1840 (Collezione Beltrame)





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