Elettricita



Generatori magneto e dinamoelettrici

Abbiamo visto che Faraday nel 1831 scoprì l'induzione elettromagnetica, ossia il fatto che una variazione di flusso magnetico attraverso un circuito generava una corrente elettrica.
Nei vari generatori magnetoelettrici che si susseguirono dopo la scoperta di Faraday, la variazione di flusso magnetico - e la conseguente corrente - si otteneva a partire dal movimento relativo di magneti e bobine. Dalla fine degli anni 1860, vennero introdotti i generatori dinamoelettrici (o dinamo), in cui si sostituirono ai magneti permanenti degli elettromagneti alimentati dalla stessa corrente indotta.



Astuccio elettromagnetico di Nobili, non firmato, costruito da Leopoldo Nobili, 2/4 XIX secolo
Lo scienziato reggiano Leopoldo Nobili presentò nel 1825 una cassetta nella quale era raccolto, in scala ridotta, il materiale necessario per riprodurre i principali esperimenti che in quegli anni illustravano le leggi dell'elettromagnetismo. Gli astucci di Nobili costituivano una sorta di "kit" portatile per le dimostrazioni delle interazioni fra correnti elettriche e fra corrente e magneti.

Generatore magneto-elettrico per elettroterapia, firmato "Sonda in Padova", 3/4 XIX secolo
Si fanno ruotare davanti ai poli del magnete le due bobine, ottenendo così una corrente indotta. Ad ogni mezza rotazione le correnti indotte cambiano senso e un commutatore - inserito sul prolungamento dell'asse di rotazione delle bobine - permette di ottenere correnti dirette tutte nello stesso senso.

Generatore magneto-elettrico di Stöhrer, firmato "E. Stöhrer in Leipzig", reca inciso "N° 1235", circa 1850
Ideato e descritto nel 1844 da Emil Stöhrer, costruttore di strumenti scientifici a Lipsia, questo generatore è costituito da tre robusti magneti verticali al di sopra dei quali sono fissate sei bobine disposte a corona che vengono messe in rotazione. Nel corso di ogni rotazione le correnti indotte cambiano periodicamente senso e il commutatore posto alla sommità permette di ottenere correnti dirette tutte nello stesso senso.

Generatori magneto-elettrici, bobine e motori elettrici.Apri la scheda!



Generatore dinamo-elettrico di Ladd, firmato "W. LADD / LONDON / Breveté S.G.D.G.", circa 1870
Presentata nel 1867, la macchina di William Ladd fu una delle prime in cui il magnete permanente venne sostituito con due elettromagneti. Due circuiti detti di Siemens vengono messi in rotazione sotto gli elettromagneti e vi viene così indotta una corrente. Il più piccolo degli indotti Siemens serviva ad alimentare le bobine induttrici, mentre nell'altro circuito si raccoglieva la corrente da utilizzare. Il generatore di Ladd, molto conosciuto all'epoca, conobbe una vasta distribuzione.
Generatore magneto-elettrico di Gramme, firmato "GRAMME INV./ BREVETE S.G.D.G./BREGUET FT./ N° 378", 3/4 XIX secolo
Notevole in questo generatore è il particolare circuito collettore di corrente messo in rotazione alla base del magnete. Si tratta dell'anello descritto nel 1864 da Antonio Pacinotti, e in seguito riproposto, nel 1870, da Zénobe T. Gramme che lo brevettò a proprio nome ottenendo un clamoroso successo per l'efficacia dei generatori ottenuti. L'anello consiste in un anello di fili di ferro dolce attorno a cui sono avvolte diverse bobine.
Un'altra caratteristica del presente modello risiede nel fatto che poteva essere impiegato in modo reversibile, sia come generatore di elettricità sia come motore. Vale la pena ricordare che l'introduzione dell'anello di Pacinotti-Gramme, unitamente alla scoperta della reversibilità delle macchine dinamo-elettriche che Gramme cominciò a costruire negli stessi anni, costituirono due degli elementi fondamentali nell'avvento della corrente industriale fra il 1870 ed il 1890.





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