Elettricita




Pila di Meidinger, non firmata, 3/4 XIX secolo
Questa pila, proposta nel 1859 da Heinrich Meidinger, è una delle varianti della pila di Daniell, in cui i due liquidi impiegati (acqua e soluzione di solfato di rame) venivano separati sfruttando la loro differenza di densità. Il matraccio riempito di cristalli di solfato di rame e acqua permetteva di mantenere satura la soluzione in cui era immerso l'elettrodo di rame. L'altro elettrodo è di zinco.


Pila al bisolfato di mercurio, sulla scatola un etichetta manoscritta indica "Coppia a bisolfato di mercurio, conf D.r Barzanò", 3/4 XIX secolo
La pila al bisolfato di mercurio, proposta da Hippolyte Marié-Davy, ha l'elettrodo positivo costituito da un blocco di carbone di forma cilindrica, attorno al quale è avvolto un panno imbevuto di solfato di mercurio; una lastra cilindrica di zinco, l'elettrodo negativo, circonda a sua volta il panno.

Pila al solfato di piombo, non firmata, 3/4 XIX secolo
Introdotta nel 1846 da Antoine C. Becquerel, questa pila ha un solo liquido (acqua salata) e sfrutta l'azione depolarizzante del solfato di piombo. Uno degli elettrodi è di zinco mentre l'altro consiste in un'asta piombo.

Batteria di sei pile di Smee, non firmata, 3/4 XIX secolo
Ogni pila di questa batteria è costituita da un vaso - che veniva riempito con acqua pura o acidula - in cui sono immerse due placche di zinco e, fra di esse, una fine lastra di argento. L'argento è platinato per limitare i depositi di idrogeno, come proposto da Alfred Smee nel 1840.





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