Pneumatica





Pompa pneumatica a pistone libero di Deleuil, firmata "Deleuil a Paris", 2/2 XIX secolo.
Ideato dal costruttore di strumenti scientifici parigino Jean Adrien Deleuil nel 1850, questo tipo di pompa venne presentato per la prima volta all'Esposizione Universale di Parigi del 1855 e fu in seguito perfezionato dallo stesso Deleuil.
La caratteristica principale della pompa risiede nel fatto che il pistone non tocca il cilindro. E' l'aria stessa che, restando imprigionata fra le pareti del cilindro ed il pistone, isola la parte inferiore del cilindro da quella superiore. Tutto si svolge quindi come se il pistone strofinasse contro le pareti del cilindro, ma con una notevole diminuzione dell'attrito e dell'usura, nonché con la soppressione di ogni tipo di lubrificante. Lo stesso principio è applicato alle valvole di questa pompa, con gli stessi vantaggi.
Con i modelli più sofisticati di questo tipo di pompa si potevano raggiungere pressioni dell'ordine di 1 mm di mercurio.




Apparecchio a mercurio per riprodurre l'esperimento di Torricelli e creare il vuoto, non firmato, costruito da Carlo Grindel, 1/2 XIX secolo.
Con il rubinetto chiuso, si versa del mercurio nel recipiente superiore fino a riempire il tubo e il vaso superiore. Questo viene poi chiuso con una lastra di vetro smerigliato e si apre il rubinetto. Il mercurio scende, rimanendo fermo ad un'altezza di circa 76 cm, come nell'esperimento originale di Torricelli, mentre nella parte alta del tubo e nel recipiente si crea un vuoto parziale.


Pompa pneumatica a mercurio di Jolly, firmata "11 C. Stollnreuther Munchen" (su una placca di ottone fissata ad uno dei montanti di legno), 3/4 XIX secolo.
La pompa a mercurio ideata da Geissler, resa pubblica nel 1858, era una pompa senza pistoni, in cui si otteneva il vuoto mediante il ripetuto abbassarsi ed alzarsi di una colonna di mercurio, in stretta analogia con l'esperimento originale di Torricelli. Costituita da due recipienti di vetro, di cui uno mobile e uno fisso, all'interno del quale si creava di volta in volta il vuoto, la pompa conobbe diversi perfezionamenti e numerose varianti, tra cui il presente modello, proposto nel 1866 da Georg Jolly.
Si poteva ottenere con questa pompa un ottimo grado di vuoto per l'epoca, dell'ordine di 0,1 mm di mercurio.

Il funzionamento della pompa pneumatica a mercurio.Apri la scheda!
Pompa pneumatica a due cilindri "Geryk", reca l'incisione "FLEUSS PATENT N. 4473", primi anni XX secolo
La caratteristica principale di questo tipo di pompe, per le quali H.A. Fleuss ottenne il brevetto nel 1893, risiedeva nel fatto che il pistone si muoveva in un particolare olio pesante che riempiva immediatamente lo spazio morto fra il pistone e la base del cilindro e bloccava le perdite. Si poterono così ottenere alti gradi di vuoto, fino a 1/5000 mm di mercurio.
Le pompe di questo tipo erano paragonabili alle migliori pompe a mercurio dell'epoca ma erano decisamente più veloci. Si poteva ottenere in un minuto il livello di rarefazione che una pompa a mercurio raggiungeva in un'ora. Vennero largamente impiegate per rarefare l'aria nelle lampade ad incandescenza e nei tubi a raggi X






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